Storia della Parrocchia

Era il 14 dicembre 1958 quando ci fu la posa della prima pietra e il 5 marzo 1962 quando la nuova chiesa di Sant’Aniello venne inaugurata dall’arcivescovo Calcara.

La parrocchia nacque nella zona più nuova della città di Cosenza e negli anni ‘50 andò sviluppandosi verso nord, al confine con il comune di Rende. La conduzione della parrocchia era stata affidata ai fratelli Giuseppe e Luigi Lamanna, rispettivamente parroco e viceparroco che, fino al 1972, lavorarono non solo per l’edificazione materiale del tempio ma anche e soprattutto per la crescita dei fedeli.

E se don Peppino era conosciuto per essere ottimo direttore spirituale e sacerdote caritatevole in una realtà sociale, quella di Torre Alta Inferiore e via Panebianco, piuttosto disagiata, don Luigi metteva a frutto i suoi carismi nei confronti dei giovani e in molteplici iniziative, anche ludiche e ricreative. C’era il teatro parrocchiale, si tenevano concerti di musica sacra, si pubblicava un periodico con le notizie della comunità, si curava la liturgia con dedizione.

Successivamente alla nomina di don Peppino alla direzione dell’ufficio amministrativo della Curia e al trasferimento di don Luigi nella parrocchia Madonna di Lourdes a Roges di Rende, la guida di S. Aniello venne affidata a mons. Francesco Miceli. Chiamato affettuosamente da tutti don Ciccio, amabile e generoso, era conosciuto per il suo impegno nell’evangelizzazione e nella catechesi già svolta nella sua Longobardi e in altri centri del Tirreno cosentino, insieme ad un gruppo di sacerdoti e laici che facevano parte dell’opera catechista da lui fondata nel 1938.

Una sorella di don Ciccio, donna Elisa, aveva da parte sua fondato le Catechiste Rurali del Sacro Cuore, presenti con un asilo in parrocchia dagli anni ‘60.

Il periodo in cui don Ciccio operò a S. Aniello diede nuovo slancio e vivacità spirituale alla comunità intera. Basti pensare alle numerose vocazioni al sacerdozio che si ebbero proprio in quegli anni: don Silvestro Marano, totalmente dedito ai ragazzi e ai giovani, prematuramente scomparso all’età di 33 anni in un incidente stradale; don Dante Bruno; don Luigi Basile, don Franco Spadafora e don Peppino Bilotta.

Nel 1989, in seguito alla rinuncia di mons. Miceli, la parrocchia venne affidata a mons. Leonardo Bonanno, sotto la cui guida la chiesa raggiunse il massimo splendore, e alle cure di don Giovanni Gervino, viceparroco e figura costante, punto di riferimento nel tempo al succedersi dei vari sacerdoti.

Negli anni successivi, altre due ordinazioni importanti: nel 1991 don Amedeo Ruggieri, attualmente in servizio presso la Santa Sede, e nel 1994 don Ugo Brogno, oggi cappellano presso l’ospedale civile di Cosenza.

Sono succeduti a mons. Bonanno, don Enrico Trombino, parroco vicino ai giovani, carismatico e attivo in tutte le sue iniziative, e oggi don Antonio Morcavallo, paterno e sempre sorridente, sostenuto all’impegno del viceparroco, don Jose Ruben Cruz Almonte.


Una storia intensa quella di S.Aniello che ha visto trasformazioni importanti, evoluzioni nel “corpo” e nello “spirito”, nella sua immagine e nella sua dimensione più intrinseca. Una chiesa che, nel tempo, ha assunto una propria autonomia, sempre più indipendente nella sua struttura.

La parrocchia di S. Aniello rappresenta una delle realtà più dinamiche e popolate di Cosenza. Con i suoi circa nove mila abitanti di riferimento, coinvolge direttamente un territorio vasto e variegato che comprende, a sua volta, alcuni dei quartieri più sensibili e complessi della città: da via Panebianco a via Sicilia, da Bosco de Nicola a Torre Alta Inferiore, dalle zone limitrofe alle casermette a quelle attigue al tribunale.

E se tanti sono i quartieri di appartenenza, numerosi sono i gruppi che convivono insieme e, ciascuno con i propri carismi e la propria individualità, danno vita e bellezza ad una comunità solida e ricca nelle sue diversificazioni.

Oltre ai gruppi canonici (catechesi, liturgia, gruppo dei ministranti e dei ministri ordinari della comunione, consiglio pastorale e quello affari economici), si distinguono gruppi di preghiera (l’Amore Misericordioso, che svolge animazione alla devozione eucaristica; il Cenacolo di Preghiera, ispirato alla figura di Natuzza Evolo); gruppi di volontariato; cammini di fede e realtà che invece fondono insieme l’aspetto spirituale e quello caritatevole.

Ci sono poi realtà particolari nella loro identità: il Centro Anziani, punto di incontro per gli over della comunità; a sostegno del prossimo, il gruppo dei “buontemponi”, nato spontaneamente dalla gioia e dalla convivialità di persone adulte che investono parte delle loro giornate in attività di solidarietà nei confronti dei più bisognosi, dedicando loro tempo e compagnia, portando all’altro la carità di Cristo; il Centro Incontro, luogo di accoglienza e sostegno per minori che vengono seguiti nel recupero scolastico, in laboratori, attività ludiche e sportive.

E ancora, il Gruppo Famiglia e il gruppo pre-matrimoniale: due percorsi distinti e complementari, che si richiamo a vicenda e si susseguono in un’evoluzione e in una continuità che vuole accompagnare i neo sposi nella loro unione matrimoniale, per rinnovare quotidianamente il proprio si e rimotivare continuamente la scelta di un progetto e di un cammino “in due”.

Per concludere poi con il gruppo Caritas, le sei comunità Neocatecumenali, il gruppo del Rinnovamento nello Spirito e la realtà viva e dinamica dell’Azione Cattolica che, con i suoi sottogruppi suddivisi per fasce di età, coinvolge anche i più giovani e i più piccoli, guidandoli in un percorso di condivisione e crescita, personale e spirituale.

Tante, dunque, le realtà che si intrecciano e si incontrano per vivere il messaggio cristiano ed esserne testimoni, in un clima di convivialità e unione che, però vede anche le difficoltà quotidiane della convivenza.